Manifesto politico 2026

A Cresta Alta!

Illustrazione Aosta Pride 2026 di Matteo Leonardi

Abbiamo costruito il Pride valdostano nel 2022, una gioiosa avventura piena di riflessione, determinazione e, nonostante le difficoltà, di grande partecipazione.
Un momento significativo nel 50esimo anniversario del primo Pride della storia italiana, nel 1972 a Sanremo. Lo slogan scelto in quella prima edizione è stato Foura tceuttə! Fuori tuttə! Tou.te.s dehors!, a rappresentare la rivendicazione politica e la lotta sociale e civile della comunità LGBTQIA+, ma anche una chiara esigenza e richiesta di visibilità, riconoscimento e rispetto dei diritti.

Nel 2023 abbiamo scelto di non fermarci e di inaugurare la tradizione della Pride Week: una settimana di incontri, formazione e cura delle relazioni, un tempo di raccoglimento necessario per far maturare quanto seminato l’anno precedente.

Il successo di quelle prime esperienze ci ha dato l’energia per tornare in piazza nel 2024 e continuare un discorso, mettendo l’accento sul corpo, in quanto espressione dell’unicità e dell’autodeterminazione di ogni persona, del proprio diritto a decidere per sé, cosa che nessuna becera e retrograda, oltre che ipocrita politica può condizionare, mistificare o straziare. Questa visione si allarga poi alla collettività, anch’essa da leggere come corpo, come organismo vivente e pulsante, come sistema complesso in cui ogni parte lavora in modo interdipendente. Abbiamo dunque lanciato il grido “Abbracciamo l’unicità“.

Anche nel 2025 abbiamo scelto la stessa strada, tornando a una Pride Week di confronto e riflessione, un tempo per lasciare che le parole pronunciate l’anno prima mettessero radici.

Abbiamo conquistato il proscenio e proclamato la rivendicazione, poi ne abbiamo incarnato il corpo ed ora puntiamo ad una sana e concreta (ri)connessione con il territorio, intorno al concetto di comunità.

Lo facciamo scegliendo il segno del galletto, quello in legno, tipico della tradizione, un simbolo che evoca un’atmosfera conosciuta nella nostra Valle e tiene insieme l’idea di una fierezza autentica, non astratta.



I galli non cantano per sé stessi.

Cantano per svegliare, per avvisare, per destare dal sonno. Cantano all’alba, quando tutto ricomincia, quando tutto riprende.

C’è un gallo che canta sopra le montagne. Non canta per sé stesso.

Canta perché nessuna persona resti nel silenzio. Canta perché chiunque possa alzarsi in piedi con dignità. Canta anche per chi non ha voce, né diritto di parola.

Il gallo non arretra davanti al freddo, non abbassa la testa, non smette di annunciare il giorno nuovo.

Per questo lo abbiamo scelto come simbolo di orgoglio, di lotta, di testimonianza e di solidarietà.

In un tempo in cui il potere, sotto forme diverse, continua a produrre esclusione, solitudine, precarietà e paura, noi scegliamo la comunità.

Ci vogliono isolatə, ricattabili, invisibili. Noi rispondiamo collettivamente.

Il Pride non è una festa concessa. È una manifestazione politica.

Nasce dalla rivolta di chi ha rifiutato di piegarsi alla discriminazione, alla violenza, all’umiliazione.

Nasce dalla convinzione che la libertà non venga regalata, ma conquistata.

Per questo oggi alziamo la cresta. La alziamo per le persone LGBTQIA+ che ancora subiscono discriminazioni nelle famiglie, nelle scuole, negli spazi pubblici e nelle istituzioni. Per le persone anziane, che hanno vissuto decenni di repressione e meritano di invecchiare con dignità, in comunità, senza solitudine né invisibilità. 

La alziamo per le persone trans* e non binarie, continuamente bersaglio di campagne d’odio, ostacoli burocratici, di violenze politiche e culturali. Per l’identità alias nelle scuole, nelle università e nei luoghi di lavoro. Contro le terapie di conversione, ovunque vengano praticate.

La alziamo per una scuola pubblica, laica e inclusiva, capace di educare al rispetto delle differenze e alla libertà di essere sé stessə a qualunque età.

La alziamo per una sanità pubblica universale e accessibile, che garantisca cure tempestive e percorsi di affermazione di genere dignitosi e privi di ostacoli economici o ideologici. Per il diritto all’aborto libero, sicuro e garantito, senza che l’obiezione di coscienza ne comprometta l’accesso. Per il diritto all’eutanasia e al suicidio medicalmente assistito: nessuna persona dovrebbe essere costretta a soffrire senza poter scegliere con dignità.

Alziamo la cresta perché ogni corpo, in qualunque forma si manifesti, ha diritto a occupare spazio e a sentirsi a proprio agio. Perché ogni corpo sia accolto, non discriminato né deriso, ma rispettato e valorizzato in tutta la sua bellezza e unicità.

La alziamo per il diritto all’autodeterminazione dei corpi, delle identità e delle relazioni. La alziamo per tutte le famiglie, quelle nate dall’amore, dalla scelta, dall’adozione, dalla gestazione per altrə. Per il matrimonio egualitario. Senza gerarchie e senza discriminazioni.

La alziamo per luoghi di lavoro nei quali nessuna persona debba scegliere tra il proprio sostentamento e la propria autenticità.

La alziamo contro ogni forma di razzismo, sessismo, abilismo, classismo, islamofobia, queerfobia, grassofobia e discriminazione. Per una legge regionale contro le discriminazioni che veda finalmente la luce in Valle d’Aosta.

Perché nessuna liberazione è possibile se non è collettiva.

Il nostro Pride è transfemminista. Ne condividiamo pratiche, valori e metodo. 

Riconosciamo che le oppressioni non agiscono separatamente ma si intrecciano: patriarcato, capitalismo, colonialismo, razzismo e sfruttamento colpiscono i corpi in modi diversi, rispondendo alle stesse logiche di dominio e controllo.

Per questo scegliamo l’intersezionalità non come slogan ma come pratica politica.

Sappiamo che la libertà delle persone LGBTQIA+ è inseparabile dalla libertà delle donne, delle persone migranti, delle persone con disabilità, delle persone precarie, di chi vive ai margini.

Il nostro Pride è antifascista.

Perché ogni fascismo, vecchio o nuovo, si fonda sulla costruzione di nemici, sulla repressione delle differenze e sulla negazione dei diritti.

Il nostro Pride è internazionalista.

Non possiamo parlare di libertà ignorando le guerre che devastano intere popolazioni.

 Non possiamo celebrare i diritti mentre migliaia di persone vengono uccise, deportate, affamate o private della propria dignità.

Chiediamo il rispetto del diritto internazionale e del diritto umanitario ovunque.

Esprimiamo solidarietà a tutte le popolazioni vittime di guerre, occupazioni, colonialismi e pulizie etniche. 

Non possiamo restare indifferenti davanti alla tragedia che colpisce il popolo palestinese, davanti all’innegabile genocidio, così come davanti a ogni conflitto che produce morte, distruzione e disumanizzazione.

Le nostre montagne ci insegnano il valore della cordata. Si sale insieme, e si arriva insieme.

Per questo oggi alziamo la cresta.

Come il gallo che annuncia il mattino, vogliamo essere la voce che rompe il silenzio.

Voce che sveglia dal sonno. Voce che chiama all’azione.

 

Con orgoglio. Con coraggio. Con rabbia, quando serve. Con cura, sempre.

Senza lasciare indietro nessuna persona. Perché i diritti non si chiedono sottovoce.

Si affermano. Si conquistano, insieme. 

A cresta alta.